Il Mitreo del Circo Massimo

Il Mitreo del Circo Massimo

Stavolta andremo alla scoperta del Mitreo del Circo Massimo, scoperto nei sotterranei dell'ex pastificio Pantanella (ora deposito dei costumi del Teatro dell'Opera).

I mitrei, solitamente ambienti ipogei ricavati da edifici preesistenti, erano i luoghi di culto dove gli iniziati (erano ammessi solo individui di sesso maschile) svolgevano i riti misterici in onore del dio Mithra.
Questa religione di origine indoiranica, che penetrò a Roma a partire dal I secolo a.C. (le fonti ci raccontano di pirati provenienti dalla Cilicia deportati da Pompeo in Italia), divenne una delle più diffuse dell'Impero. Le ragioni di questo successo (in particolare negli strati più umili della popolazione e negli ambienti militari) vanno ricercate nella dimensione "salvifica" di questa religione e nel fatto che Mithra era il dio che proteggeva i giuramenti e dei patti.
I mitrei erano solitamente costituiti da un ambiente contenente dei banconi, dove i fedeli prendevano posto durante le cerimonie. Nell'ambiente di fondo, lontano da sguardi indiscreti, c'era la rappresentazione della tauroctonia. Nemmeno la struttura del mitreo del Circo Massimo fa eccezione. Il nostro mitreo era ospitato in alcuni ambienti di un edificio pubblico del II secolo d.C., probabilmente legato ai giochi che si svolgevano nel Circo Massimo. Da notare un bellissimo tondo d'alabastro presente sul pavimento marmoreo.
I due bassorilievi in marmo (uno dei quali è splendido e perfettamente conservato) contenevano una simbologia complessa, comune a molti altri mitrei ritrovati a Roma. L'immancabile tauroctonia, con Mitra, col berretto frigio (a sottolineare la sua provenienza orientale), che uccide con un coltello il toro primordiale, aiutato dai due "dadofori" (portatori di fiaccole) Cautes e Cautopates. Un cane e un serpente bevono il sangue che sgorga dalla ferita del toro, mentre uno scorpione punge i testicoli del toro, dalla cui coda nasce una spiga di grano (simbolo della fertilità). Infine, un corvo mantiene col becco un lembo del mantello di Mithra.

Data la natura misterica di questo culto (agli iniziati era vietato divulgare le cerimonie che vi si svolgevano), quel poco che sappiamo dei riti che si svolgevano nei mitrei lo dobbiamo agli apologeti cristiani (che avevano l'obiettivo di screditare questa religione, pericolosa concorrente perché diffusissima).

Così sappiamo che alcuni riti erano molto simili a quelli cristiani; Mithra era nato il 25 dicembre; la massima autorità era il Pater (figura simile al Papa cattolico); infine esistevano sette gradi di iniziazione, ognuno dei quali era legato ad un pianeta:

  • Corax (Corvo)
  • Nymphus (Crisalide)
  • Miles (Soldato)
  • Leo (Leone)
  • Perses (Persiano)
  • Heliodromus (corriere del Sole)
  • Pater

Secondo una suggestiva e recente ipotesi la simbologia presente nel culto di Mithra è una mappa stellare, ed è legata alla scoperta della precessione degli equinozi. Secondo questa interpretazione, il dio Mithra era dotato di un potere così grande da essere in grado di smuovere persino l'immutabile sfera delle stelle fisse.

 

 

Dettagli

durata 1 ora
tipo ambiente ipogeo
biglietto non incluso biglietto di ingresso non incluso
apertura straordinaria apertura straordinaria (avvisare alcuni giorni in anticipo, perché è necessario chiedere un'autorizzazione speciale)
 
 

 

 

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